Incidente mortale a Latina muore Cristiano Maria Cordoma

Un gravissimo incidente mortale a Latina è costato la vita al 19enne Cristiano Maria Cordoma, studente e calciatore, travolto da un’auto mentre rientrava da una serata in discoteca in scooter insieme alla fidanzata. Dopo una settimana di agonia nel reparto di rianimazione del San Camillo di Roma, il giovane è deceduto per le gravissime lesioni riportate.

L’incidente è avvenuto nella notte tra sabato e domenica (6/7 giugno 2026), in pieno centro, in via Pio VI, dove lo scooter con a bordo Cristiano e la fidanzata è stato travolto da un’automobile che, sbucando da via IV Novembre in direzione piazza San Marco, non avrebbe rispettato la precedenza e si è poi allontanata subito dopo l’impatto. I residenti, svegliati dal boato, hanno dato l’allarme.

I due ragazzi sono stati trovati a terra in condizioni gravissime.

Cristiano è stato trasportato d’urgenza al Santa Maria Goretti di Latina e, vista la criticità del quadro clinico, trasferito in elicottero al San Camillo Forlanini di Roma, dove ha lottato tra la vita e la morte dal 7 giugno fino al decesso, avvenuto circa una settimana dopo. La fidanzata, coetanea, è rimasta seriamente ferita ed è stata ricoverata in ortopedia a Latina dopo un intervento chirurgico.

I familiari seguono la scia d’olio e trovano l’auto pirata abbandonata

In quelle ore concitate, un ruolo decisivo lo hanno avuto i familiari di Cristiano, che non si sono arresi alla fuga dell’auto pirata.

Mentre una pattuglia della Squadra Volante – in assenza di equipaggi della Polizia Stradale disponibili – effettuava i rilievi sul luogo del sinistro, i parenti del ragazzo hanno deciso di seguire la traccia di olio e acqua sull’asfalto lasciata dalla vettura in fuga.

Questa scia li ha condotti fino al parcheggio di piazzale Silvio D’Amico, dietro il palazzo della cultura e a poca distanza dal luogo dell’incidente, dove hanno trovato una Toyota Yaris vecchio modello, abbandonata, con evidenti segni di coinvolgimento nel sinistro.

Il veicolo è stato subito segnalato alla Polizia, fornendo un contributo fondamentale all’individuazione del responsabile.

Video di sorveglianza e indagini: identificato il 23enne alla guida

Nel frattempo, gli agenti hanno acquisito un filmato di videosorveglianza che riprende integralmente il tragico incidente, immagini che inchiodano il conducente dell’auto fuggita dopo l’impatto.

Attraverso gli accertamenti sulla Toyota Yaris recuperata, gli investigatori sono risaliti al proprietario, un militare di 58 anni, che ha dichiarato di essere all’oscuro di tutto, spiegando di aver lasciato l’auto in uso al figlio della compagna, che vive con loro.

Poche ore dopo il sinistro, il 23enne si è presentato spontaneamente in Questura, accompagnato dal proprio avvocato di fiducia, assumendosi la responsabilità e dichiarando di essere stato lui alla guida della Yaris al momento dell’incidente, e non il compagno della madre.

Per il giovane si prospetta l’imputazione per omicidio stradale aggravato dalla fuga, con l’iscrizione nel registro degli indagati presso la Procura di Latina.

Dinamica ipotetica: mancata precedenza e velocità in un incrocio urbano

In attesa delle perizie ufficiali, i dati emersi consentono di delineare una dinamica verosimile: l’auto, provenendo da via IV Novembre verso piazza San Marco, avrebbe mancato la precedenza allo scooter che transitava su via Pio VI, centrando in pieno il mezzo a due ruote e provocando la rovinosa caduta dei due ragazzi.

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In casi analoghi, le cause tecniche più frequenti sono:

  • ingresso in incrocio con velocità non adeguata e mancata attenzione alla segnaletica di stop/dare precedenza;
  • scarsa percezione dei mezzi a due ruote, spesso sottovalutati in termini di distanza e velocità;
  • possibile distrazione alla guida (anche solo un attimo di mancata concentrazione può essere fatale).

La fuga immediata del conducente dopo l’impatto, seguita dall’abbandono dell’auto poco distante, rappresenta un elemento gravissimo, che aggrava il quadro sotto il profilo penale e conferma la necessità di individuare con precisione tutte le responsabilità.

Omicidio stradale aggravato dalla fuga: le conseguenze penali

La condotta contestata rientra nel perimetro dell’omicidio stradale (art. 589-bis c.p.), con l’ulteriore aggravante della fuga del conducente dopo l’incidente. Questa circostanza comporta un significativo inasprimento di pena rispetto all’ipotesi base, perché la legge punisce in modo più severo chi non si ferma a prestare soccorso e a collaborare immediatamente con le autorità.

Le indagini proseguiranno attraverso:

  • analisi del filmato di videosorveglianza;
  • rilievi tecnici e perizie cinematiche per determinare velocità, traiettorie e punti d’urto;
  • valutazione di eventuali ulteriori violazioni del Codice della Strada (limiti di velocità, stato psicofisico del conducente).

L’esito di questi accertamenti sarà decisivo per la definizione delle responsabilità penali del 23enne e per la quantificazione del danno in sede civile.

Risarcimento ai familiari: valori riconosciuti dalla giurisprudenza

Sul piano civile, i genitori e i congiunti di Cristiano avranno diritto al risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale, oltre al rimborso delle spese mediche e funerarie. La giurisprudenza italiana, applicando le tabelle del danno non patrimoniale (come quelle del Tribunale di Milano), in casi di morte di un figlio appena maggiorenne riconosce spesso:

  • risarcimenti nell’ordine di 150.000–300.000 euro per ciascun genitore, modulati in base alle circostanze;
  • somme ulteriori per fratelli/sorelle ed eventuale partner stabile, in misura variabile.

In sinistri urbani analoghi, con giovane vittima e responsabilità accertata di un’auto che non rispetta la precedenza, il risarcimento complessivo alla famiglia può facilmente superare il mezzo milione di euro, coperto – nei limiti del massimale – dalla polizza RCA del veicolo coinvolto.

Perché serve un legale esperto in incidenti mortali

In una vicenda tanto grave, con auto pirata, fuga, morte di un ragazzo di 19 anni e responsabilità da accertare nel dettaglio, per i familiari è fondamentale affidarsi a professionisti specializzati in incidenti mortali e responsabilità civile. Un team legale esperto può:

  • seguire da vicino il procedimento per omicidio stradale aggravato;
  • nominare un consulente tecnico di parte per la ricostruzione della dinamica;
  • gestire i rapporti con la compagnia assicuratrice del veicolo;
  • ottenere un risarcimento pieno e conforme ai più recenti orientamenti giurisprudenziali.

Nella storia di Cristiano Maria Cordoma deve emergere la verità e far valere tutti i diritti riconosciuti dalla legge è il primo passo per ottenere giustizia dopo una tragedia così devastante.

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