Nel primo pomeriggio del 7 luglio, intorno alle ore 15:30, si è verificata un incidente sul lavoro in via Filippo Turati a Colleferro (Roma).
L’operaio morto è Sergio Albanese, un lavoratore di 66 anni impegnato nella tinteggiatura di una palazzina.
Stava operando all’interno di un cestello agganciato a una gru, quando – per cause ancora da appurare – si è verificato il cedimento strutturale del braccio elevatore.
La rottura del giunto meccanico ha provocato un volo di circa sei metri, fatale nonostante l’immediato intervento del 118, dei Vigili del Fuoco, della Polizia locale, dei Carabinieri e degli ispettori ASL-Spresal.
Secondo le prime rilevazioni tecniche, il braccio – probabilmente sottoposto a uno sforzo meccanico inusuale – si è spezzato mediante rottura a trazione.
Un difetto nel sistema di fissaggio del cestello o un cedimento improvviso della tubazione idraulica di supporto avrebbero causato il distacco.
Elementi fondamentali da verificare saranno lo stato di manutenzione della gru, l’esito dei controlli periodici sui dispositivi di sicurezza, e se l’impianto di sollevamento fosse conforme alle normative EN 280 e CE, che stabiliscono criteri rigorosi per portata, ancoraggio e dispositivi anti-rotazione.
Come funzionano le gru e le manutenzioni necessarie per la sicurezza
Le gru mobili da cantiere, come quella coinvolta nell’incidente, sono macchine di sollevamento dotate di un braccio telescopico azionato idraulicamente e fissato a una base stabile o su ruote. Il cestello in cui si posiziona l’operaio è progettato per sostenere un carico limitato, trasmettendo i pesi attraverso un sistema di cilindri, tiranti e controbilanciamenti.
Il corretto funzionamento di una gru dipende da più fattori: la taratura dei limitatori di carico che impediscono il superamento della portata massima, la pressione costante dell’olio nei circuiti idraulici, l’integrità delle saldature e dei giunti meccanici che assicurano rigidità strutturale al braccio.
Per questo motivo le normative europee impongono controlli preliminari prima di ogni utilizzo, verifiche trimestrali e una revisione approfondita almeno una volta all’anno, che comprende prove di carico statico e dinamico, ispezione non distruttiva delle saldature per individuare cricche invisibili, sostituzione di tubazioni usurate, verifica del funzionamento dei freni e dei limitatori.
Solo rispettando questi protocolli si può garantire che la gru operi in condizioni di sicurezza adeguate per proteggere chi lavora in quota.
Orario di lavoro estivo – alte temperature
Inoltre, risulta che l’incidente sia avvenuto in un orario in cui, per ordinanza regionale, i lavori all’aperto dovevano essere sospesi a causa del caldo intenso. Questo elemento non solo apre scenari su potenziali responsabilità nelle dinamiche organizzative del cantiere, ma introduce anche il tema dei rischi legati allo stress termico sui lavoratori e sul corretto utilizzo dei macchinari a temperature elevate.
Indagini dei Carabinieri
Sul luogo della tragedia sono ancora in corso gli accertamenti dei Carabinieri di Colleferro con il supporto di personale specializzato ASL-Spresal. La gru è stata posta sotto sequestro a fini probatori e la salma è stata trasferita al Policlinico di Tor Vergata, in attesa dell’esame autoptico.
Le reazioni della comunità non si sono fatte attendere: 8 luglio lutto cittadino.
Un gesto di forte vicinanza alla famiglia, che riflette anche la mobilitazione civile suscitata dal grave episodio.
I messaggi di cordoglio si sono moltiplicati: dai colleghi, che denunciano un modo di morire “non dovuto a fatalità ma a lacune del sistema”, fino a familiari e amici che evidenziano come, anche a 66 anni, lavorare in quota comporti rischi notevoli, specie in situazioni di caldo e stress prolungati .
Attività investigativa Spresal
Nei prossimi giorni si attende la relazione definitiva degli ispettori Spresal, fondamentale per stabilire se siano state rispettate tutte le misure obbligatorie: dalla formazione specifica alla verifica dell’idoneità tecnica della gru, compresi dispositivi come blocchi di sicurezza, limitatori di sovraccarico, dispositivi anti-cedimento e controllo periodico delle saldature.
Sergio Albanese Morto a Colleferro
Sergio Albanese, padre di famiglia e figura ben nota nella sua comunità, lascia un vuoto profondo a causa del proprio lavoro. La sua scomparsa riaccende il dibattito, già aperto a livello nazionale, sulla “mattanza” dei lavori in quota e sulle condizioni di sicurezza nei cantieri: condizioni che, come in questo drammatico caso, continuano a mietere vittime nonostante le normative avanzate. Le indagini in corso dovranno chiarire se si è trattato di una serie di ritardi e omissioni prevenibili.

