Era una mattina come tante, di quelle che iniziano con la cassetta degli attrezzi in mano e il pensiero rivolto ai progetti futuri.
Jihed Selmi, elettricista di solo 36 anni originario della Tunisia ( Menzel M’Héri, Al Qayrawan), ma residente ad Asola (Mantova), si era recato in un cantiere in via della Pace a San Giuliano Milanese per svolgere un intervento apparentemente di routine.
Un lavoro che, nella sua lunga esperienza, aveva compiuto decine di volte. Nessuno, però, poteva immaginare che quella giornata si sarebbe trasformata in tragedia mortale.
Il destino si è compiuto in pochi secondi, lasciando sgomenti i colleghi presenti e gettando nello sconforto la sua famiglia.
Mentre camminava sul tetto per eseguire delle verifiche (finalizzata all’installazione di pannelli solari), la superficie ha improvvisamente ceduto.
Il solaio, composto da lamiere di bassa portata, non ha retto il suo peso. È bastato un passo e Jihed Selmi è precipitato nel vuoto, per oltre dieci metri.
Le urla disperate dei colleghi hanno riempito il silenzio del cantiere. I soccorsi sono arrivati rapidamente, ma l’impatto era stato devastante. Nonostante i tentativi di rianimazione, per Jihed non c’è stato nulla da fare.
La notizia ha travolto come un’onda di dolore la sua famiglia: la moglie, i figli, i parenti stretti che lo attendevano a casa, ignari di quanto stesse accadendo.
Asola, il paese in cui Jihed era benvoluto, ha reagito con incredulità. In poche ore la notizia ha fatto il giro delle vie, delle botteghe, dei bar. Tutti conoscevano Jihed, non solo per la sua professionalità, ma per la sua bontà d’animo.
Lavoro in sicurezza su solai
L’incidente di Jihed Selmi solleva una questione cruciale: la sicurezza nei cantieri.
In particolare, quando si lavora su coperture o solai a bassa portata, come quelli in lamiera o fibrocemento, esistono precise regole che non sempre vengono rispettate dal datore di lavoro.
Le normative e le buone prassi stabiliscono che:
- Il camminamento diretto su superfici non portanti è pericoloso. È necessario predisporre passerelle o tavolati certificati, capaci di distribuire il peso.
- Devono essere installati sistemi di protezione collettiva (reti anticaduta, parapetti, linee vita).
- Gli operatori devono sempre indossare dispositivi di protezione individuale (imbracature collegate a punti di ancoraggio sicuri).
- Prima dell’inizio dei lavori, è obbligatorio verificare lo stato della copertura con sopralluoghi e valutazioni statiche, nonché dei permessi di lavoro (linee guida appositamente impartite ai lavoratori)
- È fondamentale la formazione specifica degli addetti che lavorano in quota, con corsi pratici sull’uso dei DPI e sulle manovre di emergenza.
Una morte che interroga tutti
Troppo spesso gli incidenti sul lavoro vengono liquidati come “fatalità”. Ma la morte di Jihed ci ricorda che dietro ogni tragedia potrebbero esserci omissioni, superficialità, risparmi sulla sicurezza. Nessuna commessa, nessun guadagno, nessun cantiere può valere una vita.
Ogni volta che una famiglia perde un padre, un marito, un figlio, il prezzo che la società paga è altissimo. La storia di Jihed Selmi deve diventare un monito: mai più cantieri senza regole, mai più operai costretti a rischiare oltre il necessario.
Indagine Procura di Lodi e Ispettori ATS
Il funerale sarà un momento di profonda commozione per tutta Asola. La comunità si stringerà attorno alla famiglia, portando fiori, silenzi e preghiere. Sarà anche l’occasione per riflettere su ciò che significa davvero rispettare il valore della vita umana nei luoghi di lavoro.
La morte di Jihed Selmi non deve restare solo una notizia di cronaca.
Deve trasformarsi in una richiesta collettiva di giustizia e di prevenzione. Perché nessun altro padre, nessun altro marito, nessun altro lavoratore debba fare la stessa fine.
Sulla dinamica dell’incidente stanno lavorando la Polizia Locale e gli ispettori dell’Ats. La Procura di Lodi ha aperto un indagine per omicidio colposo.

